Figli del rock: il mio nuovo romanzo o il terzo tempo (e sì, sono sempre stata io)
Is that you? La domanda che esplode nella canzone di Unmasked dei Kiss – un dono che mi ha cambiato l’esistenza – è riecheggiata in questi giorni, tra chi ha letto le bozze del mio nuovo romanzo.
Is that you?
Certo, sono proprio io. Quella che ha vissuto tante vite e non ha ancora scelto quale sia la più strana – in omaggio a Jim Morrison -, quella che avverte un crescente desiderio: dire grazie a chi mi ha formata e a volte salvata.
Il primo “grazie” è stato da me rivolto alla natura, con Willy. Senza gli animali, le piante, tutte le creature che mi hanno sostenuto, sarebbe stata una strada in salita anche più ripida, con la mia personalità. Il secondo vale per il mio mestiere, che mi ha costretta a uscire dal guscio e incontrare tante persone, a partire dalle aziende e dai loro mille volti.
Non potevo non ringraziare lei, la musica. Il rock in primis, perché mi diede una scossa per ribellarmi, anche a me stessa. Il terzo grazie o forse il terzo tempo, in cui consentire alle mie anime di far pace tra di loro.
Così in questi anni è nato e ora è stato pubblicato, ancora una volta da Progetto Cultura come il Fuasté, “Figli del rock”. La prefazione è un gioiello dell’amico rock Andrea Camesasca.
Uscito in queste ore e già disponibile sul sito della casa editrice QUI, presto nel circuito delle librerie. Il battesimo questa volta sarà a Samarate, il 24 luglio (vedi locandina sotto).
È un romanzo, non la mia storia. Ma forse la storia di molti, delle nostre canzoni, dei tempi attraversati anche grazie ad esse, delle difficoltà, degli amori, delle sfide affrontate anche grazie al rock.
Non solo sono proprio io, ma sono sempre stata io. Grata a tutti gli amici che mi sono rimasti accanto, compresa la musica.












